Un po’ di storia

“Toh?! …hanno aperto un nuovo negozio di bici proprio attaccato a casa mia.”. Vi sembrerà strano ma nasce proprio da questo pensiero, formulato al mio rientro da una breve vacanze estiva, la storia del Cycling Team Bologna Stadio a.s.d., conosciuto ora dai più col proprio acronimo CTBS.

Il 29 dicembre 2014 fondiamo il CTBS a.s.d., lo stretto necessario a coprire le spese per le pratiche burocratiche, l’affiliazione alla UISP Bologna e al CONI Nazionale versato dal sottoscritto narrante Stefano Pambianchi, e dai co-fondatori Nicola Marotta e Fadoua Gourmaji.

Ma facciamo un passo indietro. Questa novità mi porta a valutare la possibilità di rimettere in sesto la mia BDS* ferma da molti anni, detto fatto. Mi reco al negozio che si chiama Bicistadio e conosco il meccanico titolare dell’attività. Lo spazio è molto accogliente, ampio e arredato con gusto, c’è perfino un angolo in cui i clienti possono fermarsi in attesa della riparazione. Nicola, si chiama così il meccanico, è abile e particolarmente simpatico, sulla cinquantina, non nasconde certamente la sua origine partenopea, non lo vuole nemmeno, anzi gli piace far vedere di essere “napoletano verace”.

Racconta di sé, della sua grande passione per il ciclismo, delle esperienze che lo hanno plasmato correndo in bici una vita come dilettante, fino ad arrivare a livello professionistico dove è rimasto, ahinoi per poco.

Nascono così, nella frequentazione, una simpatia, una fiducia reciproca che fanno dire a Nicola una cosa che già aveva sicuramente in testa da tempo e butta lì – Perché non facciamo insieme una squadra di cicloamatori? Mi coglie di sorpresa, non succede spesso che qualcuno mi spiazzi, e scuotendo la testa rispondo risoluto – Impossibile –. Le settimane a seguire subisco un corteggiamento costante e imbarazzante, usa spudoratamente tutte le sue armi di seduzione, anche le più subdole! Per farmi capire devo a questo punto inserire nel quadretto altre immaginette: la sua adorabile moglie Iki e la dolce ed efficiente sorella Fadi, due splendide e determinate creature di origine marocchina. Ero fregato, come avrei potuto rifiutare loro quello che mi era stato proposto dall’abile meccanico?

Ho ceduto! Cosa fare, come farlo, con chi?

Nicola mi sosteneva, confortava, spronava, buttava la mia stampella oltre l’ostacolo, – Il presidente – diceva, presentandomi agli astanti con il suo solito sorriso accattivante da vero scugnizzo napoletano. L’otto volante era partito, un divertente acchiappa la coda ad ogni giro di ruota.

Conoscere e proporre, sollecitare, inseguire i possibili candidati è stata attività mentalmente assai impegnativa soprattutto da fermi, bloccati in negozio, causa il meteo avverso e l’incombente periodo invernale, ma fondamentale. Infatti, alcuni ragazzi da subito coinvolti dallo spirito del nostro progetto e inarrestabili sulle ruote in ogni condizione meteo si attivano. Macinano chilometri, trovano altri che come noi amano questo bellissimo sport, condividono fatica, sudore, esperienze; il gruppo c’è. Prende così corpo la semplice filosofia del CTBS che si può riassumere nei valori di fraternità, condivisione, partecipazione, concetti per nulla scontati nel loro profondo significato.

Il resto è storia, quella che proviamo a scrivere ogni giorno, o meglio ogni volta che possiamo, spingendo semplicemente sui veloci pedali delle nostre biciclette.

Stefano Pambianchi – “Il Presidente”

 

*Probabile errore di interesse filologico, la storia è stata tramandata dagli amanuensi e pare che l’originale si trovi nelle pergamene del mar morto… 😉